Quando la magrezza fa paura

È polemica per la copertina di Marie Claire Italia. Tra Michela Murgia e Alessandra Serra il dibattito è social, mentre la direttrice della rivista rivendica la scelta. Ecco cosa dicono gli esperti.

CRd49nyWcAAUGET-kwH-U431209100209049mF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Novembre non è ancora arrivato, ma la copertina del prossimo mese di Marie Claire Italia ha già suscitato un acceso dibattito. Il motivo è la ragazza della cover. Secondo le lettrici del noto settimanale femminile è l’esempio di una bellezza malata che porta avanti un irraggiungibile modello di eleganza per le giovani di tutto il mondo. L‘accusa rivolta al magazine è quella di condizionare tante adolescenti e spingerle a emulare una forma fisica tendente all’anoressia. La direttrice della rivista, Antonella Antonelli,  ha risposto alle critiche con una lettera pubblicata sul sito, difendendo la scelta e dichiarando che si tratta di una «normale taglia 38». Ma, nel frattempo, il web aveva già iniziato a commentare la vicenda. Particolare risalto ha avuto il duro scontro tra Michela Murgia, scrittrice, ed Alessandra Serra, docente di linguistica e traduzione inglese all’Università della Tuscia.

ALESSANDRA CONTRO MICHELA
In un post del 16 ottobre 2015 la scrittrice sarda, oltre a pubblicare la foto della cover incriminata, ha commentato sulla propria pagina Facebook la scelta della direttrice del magazine, chiedendo ai suoi follower: «quando cominceremo a reagire sul serio e tutte insieme alla costruzione di una simile idea di donna?». Oltre a una pioggia di commenti, per lo più offensivi nei confronti del mondo della moda, ma anche di difesa nei confronti delle ragazze magre per costituzione, il post di Michela Murgia ha suscitato la reazione infastidita di Alessandra Serra, che in un editoriale su L’Unità ha attaccato direttamente la scrittrice con un provocatorio «Anoressica a tua sorella». Andando oltre l’affondo personale delle prime righe, la columnist dell’Huffington Post ha espresso la propria solidarietà a Marthe Wiggers e a tutte quelle ragazze che nella fase adolescenziale non si sentono bene con sé stesse perché troppo esili e maschili. Alessandra Serra, che da giovane era una di queste ragazze, afferma che la conquista più importante della femminilità contemporanea risiede proprio nel fatto che la bellezza è in tutte le forme e in tutte le taglie. Criticare duramente, anche con insulti, una ragazza solo perché troppo magra è sbagliato tanto quanto farlo con una giovane in sovrappeso, proprio perché in gioco c’è molto di più di un’immagine. C’è una persona reale che deve imparare ad amarsi e ad accettarsi per quello che è, taglia 38 o 48 che sia.

UN ATTACCO ALL’ESSERE MAGRA
I commenti più aggressivi al post di Michela Murgia provengono essenzialmente da donne. «È orribile», «È un cadavere», «Sembra rachitica», «È chiaramente anoressica», «Pare uno zombie», «È malata», «È scheletrica» sono espressioni che si rincorrono nelle centinaia di risposte alla foto pubblicata dalla scrittrice. Un uomo la definisce un modello di bellezza che «fa schifo» e che non attira dal punto di vista sessuale. «Un cesso secco in una posizione orrenda», secondo una delle ragazze che commentano. Ma perché tutto questo odio nei confronti di una modella, certamente magra, ma forse anche costretta a seguire una dieta rigida, come accaduto a Charli Howard, che su Facebook si è sfogata contro il mondo del fashion che impone taglie sempre più esili? O forse addirittura con problemi di alimentazione? Letteradonna.it lo ha chiesto a una psicologa di Milano. 

DOMANDA: I commenti pesanti nei confronti di Marthe Wiggers sembrano indicare che ci si accanisca di più contro la magrezza che contro la grassezza.
RISPOSTA:
Il motivo per cui la magrezza viene più attaccata è per il senso di paura che ispira. Una ragazza magra incute più timore rispetto a una ragazza in sovrappeso perché rimanda all’idea della malattia, dello stare male, della morte. Le mamme, per esempio, sono molto più angosciate di fronte al dimagrimento di una figlia rispetto che a un suo aumento di peso.
D: Per questo le ragazze magre vengono contestate così duramente?
R:
Di fondo c’è anche il pensiero diffuso che una ragazza in sovrappeso sia più sana rispetto a una molto magra, ma in realtà è una falsa immagine di benessere quella che viene trasmessa, perché comunque si ricerca nel cibo la risposta a delle mancanze che provengono da altre sfere della propria identità.
D: Quanto incide la moda nel diffondere modelli di bellezza spesso irraggiungibili?
R:
Purtroppo ancora molto, ma il modo in cui si recepisce una copertina di un magazine dipende dalla propria percezione e consapevolezza di sé stesse. Se un’adolescente vive la fase di transizione del proprio corpo da bambina a donna con difficoltà, è molto più probabile che venga influenzata negativamente dalle modelle in copertina.

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