Dieta

In forma dopo la Pasqua

Cavolfiori, finocchi, pepe nero, sedano e pomodori sono ottimi alleati per perdere peso. E disintossicarsi.
Il cavolfiore

Il cavolfiore restituisce funzionalità epatica dopo un periodo di cattiva alimentazione e stravizi.

Piene come un uovo? Pasqua e Pasquetta, si sa, spesso lasciano il segno su fianchi e pancia, tra colomba, agnello, uova di cioccolato. E visto che quest’anno ci sono anche una serie di ponti in cui cadere in tentazione, meglio approfittare dei giorni in cui si torna alla routine lavorativa per fare un po’ di sano detox. Con l’aiuto di qualche cibo amico:

CAVOLFIORI, PER IL FEGATO
Molti non li amano. Ma i cavolfiori sono un vero toccasana dopo le feste: saziano in fretta, sono ricchi di fibre, contengono vitamina C, antiossidanti (tra cui il sulforafano e la clorofilla) e hanno proprietà antinvecchiamento. A basso indice glicemico il cavolfiore riduce l’assorbimento dei grassi. Si possono consumare cotti e frullati, in versione minestra, per ripristinare la funzionalità intestinale ed epatica dopo un po’ di cattiva alimentazione.
FINOCCHI, PER GLI ORMONI
Grazie ai fitoestrogeni, sostanze estrogeniche naturali, che riequilibrano gli ormoni femminili, i finocchi sono perfetti anche per sconfiggere l’accumulo di adipe a livello addominale. Fanno anche bene al fegato e agiscono sui sistemi di disintossicazione dell’organismo, regolarizzando e migliorando la funzione epatica.
POMODORO, PER DEPURARSI
Ipocalorico, il pomodoro è mineralizzante, vitaminizzante e digestivo. Ha proprietà diuretiche ed è anche un ottimo depurativo, perché contiene zolfo.
SEDANO, PER IL SANGUE
Il sedano ha proprietà anticolesterolo e antipertensive ed è ricco di vitamine C e K, che migliorano la coagulazione del sangue. Contiene anche un flavonoide ad alto potere antiossidante: la luteolina.
PEPE, PER SCALDARSI
Il pepe nero è l’ideale per aumentare la termogenesi, ovvero la produzione di calore nel corpo, che aiuta a bruciare più calorie. Alcuni studi hanno dimostrato che la piperina, sostanza responsabile del sapore piccante di questa spezia, interferirebbe con alcuni geni coinvolti nella nascita di cellule adipose, ostacolandone la formazione.

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