FOOD TIPS

Intolleranza al glutine, scegli la quinoa

di Francesca D'Elia
Come sostituire i carboidrati. Se si è costrette a eliminare la proteina del frumento dalla tavola.
Quinoa. La Quinoa può essere un valido sostituto del glutine. (Thinkstock)

Quinoa. La Quinoa può essere un valido alimento per una dieta gluten free. (Thinkstock)

Ne conosciamo da anni ormai sintomi ed effetti proprio perché è una malattia che colpisce l’1% della popolazione: stiamo parlando della celiachia, ovvero l’intolleranza permanente al glutine, una proteina del grano. Da qualche tempo però è emerso un disturbo nuovo, che presenta sintomi  simili a quelli della celiachia ma non causa danni alla mucosa intestinale. È la sensibilità al glutine, che è addirittura più frequente della celiachia, interessando dal 2% al 6% della popolazione.
MALATTIA REGRESSIVA
Di questa GS – gluten sensitivity, a oggi, ancora non sono stati definiti tutti i sintomi e i test diagnostici specifici, ma rispetto alla celiachia la GS sembrerebbe una malattia regressiva, ovvero dopo un certo periodo la persona interessata riuscirebbe a tornare a mangiare anche il glutine.
DIETA PRIVA DI GLUTINE
Tuttavia per coloro che pensano di essere sensibili al GS, è bene sottoporsi a una dieta priva di glutine ed effettuare i controlli medici proposti dall’Associazione  italiana celiachia che dal 2011 ha costituito un gruppo di lavoro che analizza la sensibilità al glutine dei soggetti.
SOSTITUIRE I CARBOIDRATI
Come rimpiazzare, allora, nella propria dieta i carboidrati? Un valido sostituto di pasta, pane e cereali è la quinoa, un alimento che gli Incas chiamavano ‘Grano de Oro’ e ‘madre di tutti i semi’. È un prodotto antichissimo, e dalle alte proprietà nutritive: perfetta quindi per piatti gustosi e nutritivi, da portare in tavola da mattino a sera.
MOLTI BENEFICI DALLA QUINOA
La Quinoa è stata lodata anche dalla Fao per il suo ruolo importante nell’eliminazione di fame, malnutrizione e povertà nel Mondo perché «è la sola pianta alimentare che contiene tutti gli amminoacidi  essenziali, micronutrienti e vitamine, che ha la capacità di adattarsi a climi e ambienti ecologici differenti».  Inoltre è «resistente alla siccità, può crescere in terreni poveri e con alto tasso di salinità, e può essere coltivata a livello del mare sino ad un’altitudine di quattromila metri, con escursioni di temperature da -8 a 38 gradi». Non ci sono scuse, insomma, per non portarla in tavola.

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