CIBO & PSICO

Il senso di colpa fa ingrassare

di Antonella Rossi
Sgarrare è lecito. L’importante è perdonarsi. Per non compromettere la dieta.
Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Utrecht consumare un pasto con un forte senso di colpa aumenterebbe le possibilità di fallimento della dieta stessa.

Gli sgarri alimentari non devono provocare troppi sensi di colpa, per non compromettere il successo della dieta.

Le diete, si sa, possono mettere a dura prova l’umore. Soprattutto quando i chili da perdere sono tanti e l’obiettivo sembra irraggiungibile. È proprio in questi momenti che capita di sgarrare. A volte per noia, altre perché (forse) non si mangiava solo per fame, ma anche per motivi più profondi. Se vi riconoscete in questo identikit del «trasgressore tipo» e non riuscite a fare a meno delle regole che vi siete date, non sentitevi in colpa. Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Utrecht e pubblicato sulla rivista Psychology & Health, consumare un pasto come se si stesse commettendo un reato contro la propria dieta aumenterebbe le possibilità di fallimento della dieta stessa.
UN RAPPORTO SANO CON IL CIBO
Secondo gli esperti olandesi, per determinare il successo di un regime alimentare controllato e favorire dei risultati, la costanza non basta. Conta anche il rapporto con il cibo, che deve essere il più equilibrato possibile. Andare in crisi dopo aver mangiato qualcosa di troppo indurrebbe a perdere fiducia nella propria forza di volontà, fino all’abbandono del programma di dimagrimento. LetteraDonna.it ha chiesto un parere a Emanuel Mian, psicologo esperto in disturbi del comportamento alimentare. Lo specialista ci ha spiegato quale deve essere lo spirito giusto per approcciarsi a una dieta in modo sano e come affrontare le trasgressioni che possono frapporsi fra noi e l’obiettivo desiderato.
LO SPIRITO GIUSTO
Secondo l’esperto, «quando si affronta una dieta, l’approccio più sbagliato è quello di vederla come sacrificio e sofferenza». Se vissuta così, difficilmente potrà diventare quello che dovrebbe essere in realtà, ossia uno stile di vita da mantenere. «Cambiare solo per qualche giorno o settimana va bene se si devono perdere uno o due chili. In caso contrario, insieme allo stile alimentare bisogna cambiare anche lo stile di vita e l’attitudine psicologica generale», aggiunge Emanuel Mian.
TUTTA QUESTIONE DI  VOLONTÀ
I risultati più duraturi si ottengono solo quando esiste una motivazione autentica verso il cambiamento, sostenuta dalla volontà di portare a termine l’impegno preso. «Bisogna porsi un obiettivo reale, con aspettative adeguate e che sia raggiungibile. Partendo da questi presupposti è necessario poi aumentare la consapevolezza riguardo all’alimentazione, che vuol dire anche assaporare il cibo con tutti i sensi. E questa è, soprattutto, una questione di testa», chiarisce ancora l’esperto.
QUANDO LO SGARRO MANDA IN CRISI
Ma come si fa a superare uno sgarro in maniera serena ed evitare di viverlo come una colpa che, alla lunga, può risultare deleteria? «Se lo sgarro viene visto come qualcosa di grave, che durante la giornata ‘ritorna in mente’ come un’ossessione, consiglio di fermarsi e valutare un colloquio con uno psicologo che si occupi di comportamento alimentare», suggerisce lo specialista. «In casi di questo tipo potrebbe essere utile anche rivolgersi a un nutrizionista che abbia nel proprio staff esperti in altre discipline, ad esempio un personal trainer e uno psicologo, in modo da avere un approccio olistico e  sano all’eventuale dimagrimento, sempre monitorato», sottolinea Emanuel Mian.
CERCARE GRATIFICAZIONI ALTROVE
Se invece siete in grado di superarlo con leggerezza, potreste provare a cercare di capire che cosa è stato quello sgarro per voi, perché avete avuto bisogno di  gratificarvi con una fetta di dolce o una porzione esagerata di pasta. «Una volta compreso il significato della gratificazione data dal cibo, possiamo trovare delle alternative. Spesso basta poco per creare un diversivo. Telefonare a un’amica, uscire per una passeggiata, ascoltare una canzone».
RIVALUTATE IL SENSO DI COLPA
Un buon esperimento potrebbe essere quello di provare a posticipare lo sgarro di cinque minuti e vedere che cosa succede, consiglia lo specialista, che regala alle nostre lettrici un ultimo consiglio: «Usate il senso di colpa piuttosto che permettere a lui di usare voi. La colpa è il timore di aver arrecato un danno a qualcuno. Se si tratta di cibo e siete a dieta non usatelo per lasciarvi andare, ma trovate alternative non solo al comportamento, ma anche al vostro atteggiamento e modo di pensare».

 

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Publicato in: Gallery, Mangiar sano, Perdere peso Argomenti: , , , Data: 24-04-2013 09:59 AM


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