CONSUMI GREEN

La spesa è a impatto zero

di Elisa Pavan
Prodotti di stagione e riciclo degli scarti. Come accontentare palato, ambiente e portafoglio.

Essere più sostenibili nei confronti dell’ambiente anche a tavola sì può: basta seguire piccoli e furbi accorgimenti quotidiani.

Essere più sostenibili nei confronti dell’ambiente anche a tavola sì può. Basta seguire piccoli accorgimenti quotidiani. Dalla scelta di ciò che mettiamo nel piatto alla provenienza del cibo, dalla preparazione alle tecniche di cottura. Ecco come diventare cuochi a impatto zero (o quasi).
COMINCIA CON LA SPESA
La riduzione dell’impatto ambientale comincia con la spesa. Meglio comprare le confezioni famiglia di pasta, cereali, biscotti e scatolame: ridurremo il packaging e avremo un risparmio anche in termini economici. In alcuni punti vendita cosiddetti «alla spina», come la rete di Negozio Leggero o gli Ecopoint di Crai, è possibile acquistare legumi, farine, caffè, vino e tisane direttamente senza imballaggi, a prezzi convenienti e con minor inquinamento ambientale.
SCEGLI IL FRESCO
Per frutta e verdura, ma anche formaggi, carne e salumi, è bene preferire gli alimenti freschi, non confezionati in vassoi di plastica o polistirolo. In alcuni casi questo significherà rinunciare a grandi scorte e fare spese piccole più spesso, magari in negozi specializzati in cibo biodinamico e a filiera corta, ma andrà anche a favore della freschezza dei piatti che prepariamo.
PIANIFICA I PASTI
Uno strumento utile per la razionalizzazione della spesa e la riduzione degli sprechi è il «meal planning», che significa «pianificazione del pasto». Bastano un foglio di carta e una penna per pianificare in anticipo cosa mangiare e quindi gli ingredienti che ci serviranno per tutta la settimana. Vantaggi? Niente più zucchine mummificate sul fondo del cassetto del frigo o buste di prosciutto abbandonate a metà, stop alle cene last minute comprate al take away perché non ricordiamo cosa c’è in dispensa. Ci guadagnerà anche la linea.
OCCHIO ALL’IMPATTO DEI CIBI
Al di là di considerazioni etiche sul consumo della carne e dei prodotti animali, questi alimenti hanno un grande impatto ambientale a causa della lunga filiera e del dispendio energetico che causa il loro reperimento o produzione. In particolare parliamo di pesci di grandi dimensioni, come tonno, salmone, pesce spada e merluzzo, di tutta la carne rossa, del pollame e delle uova da allevamenti intensivi.
SÌ AGLI ALLEVAMENTI A TERRA
Questi cibi vanno limitati nella nostra dieta e come suggerisce l’ultimo rapporto del Food Ethics Council britannico, quando decidiamo di mangiarli è preferibile sceglierli «da allevamenti estensivi a terra», che riducono il consumo di energia, migliorano le condizioni di lavoro degli allevatori e la qualità di vita degli animali. Discorso simile va fatto per la frutta e la verdura fuori stagione: meglio limitarla, perché – oltre a essere meno nutriente – ha un impatto ambientale pesante.
VIA LIBERA AI PRODOTTI CRUDI
Lisa Casali, esperta di cucina sostenibile e autrice dei libri Ecocucina e Cucinare con la lavastoviglie, sul suo blog www.ecocucina.org  consiglia inoltre di abituarsi a consumare prodotti crudi. «Oltre a mantenere intatto il contenuto nutritivo dell’alimento, risparmierete energia: provate a fare almeno due pasti a settimana senza usare fornelli o apparecchi elettrici, ne gioverà salute, portafoglio e ambiente», suggerisce la scrittrice.
TWO IS BETTER THAN ONE
E quando abbiamo intenzione di preparare ricette più elaborate che richiedono lunghe cotture, l’esperta propone di prepararne una dose doppia e poi conservarla sottovuoto in frigo o nel congelatore perché «raddoppiare le quantità di una ricetta infatti non implica il consumo del doppio di energia ma solo di 1,2 volte: in questo modo si risparmia anche tempo».
NON SI BUTTA VIA NIENTE
Lisa Casali è anche esperta di recupero di ingredienti che normalmente sono considerati scarti in cucina.  E così consiglia «dolcetti con bucce di carota e torsoli di mela»; un pesto realizzato con foglie di ravanello; una mousse di broccoli fatta con foglie e gambi, servita in bicchierini con mozzarella e mandorle; e ravioli con ripieno di baccelli dei piselli. Con un po’ di fantasia, insomma, il riciclo ecologico è servito. E non è mai stato così gustoso.

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