FOOD RETRÒ

Sixties, il vintage entra in cucina

di Elisa Pavan
Dal polpettone di Mad Men ai Martini di Pan Am. Gli Anni '60 a tavola, grazie al cinema e alla tivù.
Sixties. L’attrice Zooey Deschanel ama portare abiti a campana o vestiti corti in stile sixties sui red carpet.

Sixties. L’attrice Zooey Deschanel ama portare abiti a campana o vestiti corti in stile sixties sui red carpet.

Se siete fan della serie Mad Men ve ne sarete già accorti. La mitica allure degli Anni ’60 è tornata di gran moda: sarà il fascino di un decennio di crescita economica, in cui tutto sembrava possibile e chiunque poteva avere successo; oppure saranno gli abiti dal taglio impeccabile, nuovamente proposti dalla moda. Ma i Sixties sono anche sinonimo di cucina ricca, che per la prima volta nella storia non deve fare i conti con la scarsità di carne, burro, uova, zucchero. Una cucina che anche oggi mettiamo nel piatto, con qualche rivisitazione.
’60 MANIA, DALLA TIVÙ AL CINEMA
La passione per gli Anni ’60 è rinata in primis in tivù, grazie a serie come Mad Men. Il pluripremiato telefilm, oggi alla quinta stagione, è incentrato sulle vicende professionali e private di Don Draper, direttore creativo di una importante agenzia pubblicitaria di Madison Avenue, e dei suoi colleghi pubblicitari. Sullo sfondo uffici di design, abiti su misura, bicchieri di whiskey, tante sigarette e cene in famiglia a base di polpettone e puré di patate. Un’altra serie, Pan Am, ha voluto celebrare invece i piloti e le hostess, nel periodo in cui viaggiare era un lusso per pochi, gli aerei erano favolosi, in volo si servivano Martini e pranzi a base di bistecche e gli impiegati dell’aria erano impeccabili e invidiati. Ma il cinema non rimane a guardare. Se nel 2003 la commedia Abbasso l’amore con René Zellweger e Ewan McGregor celebrava quell’epoca tra attici di design, canzoni di Frank Sinatra e abiti colorati, inneggiando  al cioccolato come sostituto degli uomini per le donne, a marzo uscirà il nuovo film Hitchcock, dedicato al goloso regista (che amava in particolare le meat pies e il cibo inglese). Hitchcock è interpretato da Antony Hopkins, mentre Scarlett Johansson, nei panni di Janet Leigh, e Jessica Biel, che è Vera Miles, per l’occasione sfoggiano capelli cotonati, occhi truccati con l’eyeliner, gonne fino al ginocchio e maglioncini attilati, in pieno stile Sixties, tutto da copiare.
RICORSI DI MODA
Anche lo stile sfoggiato dalle attrici di film e serie tivù ha riportato in auge i Sixties. Se il little black dress lanciato da Audrey Hepburn non è mai passato di moda e Gucci produce ancora la sua iconica borsa Jackie, creata per la signora Kennedy, oggi impazzano cappotti colorati e abitini corti che erano un must ai tempi della modella Twiggy. La star del burlesque Dita von Teese ha costruito la sua fortuna proprio sul look vintage, ma anche un’attrice icona del cinema indipendente come Zooey Deschanel non esita a pescare da quel repertorio con mini dress stampati e abiti a campana. Perché la moda degli Anni ’60 sa essere elegante o spiritosa, mettendo tutti d’accordo.

Sixties. Tra le cene tipiche degli americani negli Anni '60 c’è il polpettone con patate schiacciate e verdura.

Sixties. Tra le cene tipiche degli americani negli Anni '60 c’è il polpettone con patate schiacciate e verdura.

FRIGORIFERI RICCHI
A quell’epoca in Italia le famiglie cominciarono ad arricchirsi e le case si riempirono di frigoriferi e televisori. Iniziarono ad arrivare in tavola più spesso carne, salumi, dolci e cibi in scatola. Il tempo per stare in cucina era sempre meno, così bolliti e arrosti vennero soppiantati da cotture veloci come la griglia o il vapore. Al tempo stesso però si diffuse l’uso di condimenti come panna e margarina e nacquero piatti ricchi come la pasta alla Carbonara o il dessert oggi più celebre in Italia, il Tiramisù. Negli Usa era già tempo di fast food: hamburger, patatine fritte e milshake, che sarebbero arrivati da noi solo un paio di decenni più tardi.
FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Le massaie potevano trovare aiuto nella rivista La Cucina Italiana, ancora oggi una delle più quotate, o ne Il Cucchiaio d’Argento, di Editoriale Domus, uscito in libreria per la prima volta nel 1961 e rinnovato poi attraverso delle riedizioni, l’ultima del 2011. Già allora il volume raccoglieva oltre 2 mila ricette da tutte le Regioni d’italia e oggi contiene anche una sezione etnica. Ai giorni nostri continuiamo a mangiare ricette della tradizione, ma il trend è contaminarle con nuovi ingredienti o rivisitarle in chiave leggera. Una food writer che ha saputo reinventare la tradizione è Rachel Koo, autrice britannica che sta spopolando con il suo libro Piccola cucina parigina, edito da Luxury Books. Dalla capitale francese, dove si è trasferita qualche anno fa per seguire un corso di pasticceria, Rachel, rossetto rosso e abiti dal tocco retrò, propone classiche prelibatezze d’Oltralpe, riviste con un tocco moderno. In Italia, invece, lo chef stellato Carlo Cracco ha appena pubblicato Se vuoi fare il figo usa lo scalogno, con le sue interpretazioni di 60 ricette della tradizione. Ma anche Davide Oldani ha raccolto nel libro Pop. La nuova grande cucina italiana piatti classici da lui rinnovati.

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Publicato in: Copia la star, Gallery, Mangiar sano Argomenti: , , , Data: 14-01-2013 02:06 PM


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