STILI DI VITA

Cibo spazzatura, rischio dipendenza

di Mario Catania
Zuccheri e grassi di pessima qualità calmano le ansie. Se mancano avviene una crisi d'astinenza.
Smettere di mangiare junk food può scatenare delle vere e proprie crisi d'astinenza. (Getty)

Smettere di mangiare junk food può scatenare delle vere e proprie crisi d'astinenza. (Getty)

Il junk food crea dipendenza, a tal punto che smettere può causare una vera e propria crisi d’astinenza. L’avvertimento arriva da due diverse ricerche scientifiche che hanno testato i cosiddetti cibi spazzatura, solitamente ricchi di zuccheri e di grassi di pessima qualità.
GRASSI SATURI E DEPRESSIONE
Il primo è stato pubblicato in aprile dalla rivista Public Health Nutrition e ha analizzato il rapporto tra alimentazione e depressione, analizzando per 11 anni un campione di oltre 12 mila volontari. Il risultato è stato che coloro che assumevano grassi saturi, cioè quelli che portano la formazione di colesterolo cattivo nel sangue, superando costantemente l’apporto giornaliero, presentavano un aumento del rischio di depressione del 48%.
SINDROME D’ASTINENZA
Il secondo studio, pubblicato dai ricercatori dall’Università di Montreal (Canada) sull’International Journal of Obesity, mostra come i topi alimentati con una dieta ricca di grassi (gli stessi di cui sono ricchi i junk food) hanno a che fare con una vera e propria sindrome d’astinenza nel momento in cui ne vengono privati.
SENSAZIONE DI BISOGNO E DI TRANQUILLITÀ
Questo avviene perché un alto livello di quel tipo di grassi introdotto costantemente nell’organismo, porta a dei cambiamenti a livello metabolico e ormonale, con l’aumento di produzione di alcune sostanze del nostro organismo, delle quali, in caso si cambi regime alimentare, se ne sente la mancanza: «Il fatto da cui partire», spiega il dottor Domenico Cognini, medico dietista e psicoterapeuta, «è che è dimostrato come un’alimentazione che eccede in zuccheri ci porta a un circolo vizioso: più ne ingeriamo, più sale l’insulina e più sentiamo il bisogno di mangiarne ancora, col rischio di diventare complulsivi. Riguardo al junk food c’è anche un’altra cosa da dire: gli zuccheri e i grassi di pessima qualità contenuti fanno alzare i livelli di serotonina del nostro corpo, dandoci una sensazione di tranquillità».
L’EFFETTO RIMBALZO
Un effetto che, quindi, può portare a una forma di dipendenza: «Per questo», continua il dottore, «smettere può causare problemi: si abbassa il livello di serotonina e si ha il cosiddetto effetto rimbalzo, anche se ciò che insorge non è propriamente depressione, quanto più ansia. Il problema nasce quando mangiamo quel genere di cibi proprio perché nervosi e vogliamo calmarci: qui il discorso sfuma verso la patologia alimentare. Oggi più che mai la massima che recita “Siamo ciò che mangiamo”, è una grande verità».
ALIMENTAZIONE E CERVELLO
Dunque l’ennesima conferma del rapporto tra mente e corpo? «Corpo e mente per me non sono entità divisibili. Il cervello è materia e fa parte del corpo. E per di più è composto in prevalenza da grasso, per cui, introducendo continuamente grassi cattivi nel nostro corpo, rischiamo di peggiorare la qualità del nostro cervello».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/06/haka.shtml

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