BARATTO

Spreco di cibo, ecco il food sharing

di Mario Catania
Gli alimenti in più in frigo e in dispensa possono essere scambiati. Online. L'idea è tedesca.
Solo in Germania, Paese dove è nata l'iniziativa, ogni anno si buttano via circa 500 mila tonnalate di cibo. (Getty)

Solo in Germania, Paese dove è nata l'iniziativa, ogni anno si buttano via circa 500 mila tonnalate di cibo. (Getty)

Ritorno al baratto. Il cibo in eccesso non si butta più nella spazzatura, lo si regala in cambio di qualcosa che ci possa servire. Troppi yogurt in frigo? Cibi in dispensa che non consumerete mai? Si possono fare degli scambi. Almeno in Germania. Dove è nato il primo servizio di food sharing e cioè libera condivisione del cibo attraverso un sito internet (in questo caso www.foodsharing.de).
VARIETÀ ALIMENTARE
Una volta online, si può trovare di tutto, con una grande varietà di prodotti e scadenze. Dalle verdure in scadenza a prodotti di più lunga conservazione, come pasta, marmellata e omogeneizzati. E c’è di tutto: chi ha ricevuto troppo cioccolato e cerca di disfarsene, chi cede alcolici perché astemio. Insomma, il mondo sembra pieno di gente con in casa prodotti di cui non sa che farsene. Ma che può cedere in cambio di qualcosa di utile.
PER PRIVATI ED ESERCENTI
Un’idea semplice nella sua concezione, ma che può essere rivoluzionaria per il suo significato. Nel tentativo di attenuare il paradosso, tutto occidentale, che vede in aumento, da un lato, la tendenza a sprecare sempre più cibo e, dall’altro, l’impossibilità, per un numero crescente di persone, di portare in tavola un piatto caldo con cui sfamarsi. Solo in Germania si calcola che finisca in pattumiera circa 500 mila tonnellate di cibo l’anno. Per ora il progetto è attivo in sette città tedesche, tra le quali Berlino, Monaco e Amburgo e il servizio è disponibile sia per privati sia per esercenti del settore della ristorazione.
IL LATO ETICO DEL CIBO
Per aderire all’iniziativa si deve contribuire con una quota annuale di 60 euro per i privati e di 150 per commercianti e istituzioni: «L’idea di base», sottolineano i promotori, «è che le persone condividano il cibo. Non si dà importanza al denaro perché la condivisione è una dimensione etica. Vogliamo che il cibo torni ad avere un valore sentimentale, perché non è solo una merce». Una cattiva abitudine che, secondo alcuni esperti, ha origine anche nel cattivo uso del frigorifero: questo elettrodomestico ha sì rivoluzionato le nostre abitudini alimentari, ma è anche una delle cause primarie dello spreco di cibo, all’insegna del “tanto poi lo conservo in frigo”.

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Publicato in: Mangiar sano Argomenti: , , Data: 20-12-2012 04:37 PM


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