SOS DIETA

Dolci di Natale, occhio alla linea

di Giulia Cimpanelli
Protagonisti delle feste, sono bombe caloriche da gestire con mopderazione. Ecco come.
Una porzione abbondante di dolce natalizio equivale almeno a un pasto completo (Getty).

Una porzione abbondante di dolce natalizio equivale almeno a un pasto completo (Getty).

Dicembre è certamente il mese più a rischio per la linea. Un’orgia di dolci invade le nostre tavole e trattenersi dall’assaggiarli non è certo facile, soprattutto per i più golosi. Se li abbiniamo poi a cenoni, cene augurali, aperitivi e merende domenicali la situazione peggiora.
Ma nelle feste come rinunciarvi? Non si può dir di no a una fetta di panettone, una zeppola o un torroncino. Specie nelle cene aziendali. Ma esistono alcuni trucchi: non eccedere, ovvio. Utilizzare quache piccolo accorgimento.
TANTE CALORIE, MA  CHE SODDISFAZIONE
«I dolci fanno ingrassare»: è questo l’assunto che tutti conosciamo. Ma in realtà cosa contengono? Non solo grassi (buoni) e zuccheri: «La maggior parte dei dolci industriali», spiega la dietista dell’Università di Milano Alessandra Bosetti, «contengono grassi idrogenati, che possono essere nocivi per la salute. Possono poi avere anche altre sostanze non “raccomandabili” come gli zuccheri artificiali».
Poi c’è l’apporto calorico, quello che spesso “spaventa” di più: «La maggior parte dei dolci natalizi, panettone in testa, sono bombe caloriche. Una fetta abbondante di pandoro o panettone copre metà del fabbisogno calorico giornaliero di una donna». Insomma, attenzione: una porzione abbondante di dolce natalizio equivale almeno a un pasto completo, ma non offre certo gli stessi nutrienti.
CONTROLLARE BENE L’ETICHETTA
Dunque per prima cosa è importante la scelta: «Preferire quelli artigianali», prosegue Bosetti, «di pasticceria o fatti in casa, perché solitamente non contengono grassi idrogenati». Secondo suggerimento: se si opta per un prodotto industriale, leggere bene l’etichetta: «Spesso si sceglie in base al prezzo, ma solitamente costi minori indicano anche qualità più bassa. Per questo i prodotti low cost tendono a essere più tossici. Meglio diminuire la quantità, ma non la qualità. Dunque controllare nell’etichetta: meglio se non ci sono conservanti, grassi idrogenati e zuccheri artificiali». Bandite anche le varie versioni “light”: «Prima di tutto, come fa un panettone ad essere leggero? In più creme e dolci light contengono solitamente polialcoli, cioè dolcificanti che, oltre ad essere sostanze artificiali, causano rilanci di glicemia anche più dello zucchero».
REGOLA UNO: MODERAZIONE
Quindi non priviamoci dei dolci in questo periodo, ma utilizziamo i dovuti accorgimenti. Per prima cosa moderazione: «Si tratta di cibi a elevato indice glicemico, quindi alla lunga dannosi non solo per la linea ma soprattutto per la salute. Le porzioni non devono essere eccessive: una fetta di panettone o pandoro non deve superare i 100-150 grammi per poter essere equiparata a una colazione o a una merenda».
REGOLA DUE: NO ALLE VERSIONI ADDIZIONATE
Seconda regola: evitare tutte le versioni “addizionate”: «Visto che si tratta di cibi calorici e ricchi di grassi scegliete i classici ed evitate quelli con crema pasticcera, ripieno al cioccolato e così via. In Italia un bambino su tre è obeso e non fa sport: meglio lasciare la crema al mascarpone agli inappetenti».
REGOLA TRE: MENO PASTA E PANE
Infine come inserirli nella nostra dieta? «Un suggerimento è diminuire il consumo di pasta e pane e sostituire le proteine animali con quelle vegetali», conclude la dietista, «un pasto tipo, per “bilanciare”, può essere costituito da una doppia porzione di verdura, un piatto di legumi e un frutto. Ma attenzione: questo non è un pasto completo, ma solo strategico per ovviare all’eccesso calorico del Natale».

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Publicato in: Calorie, Perdere peso Argomenti: , , Data: 11-12-2012 01:37 PM


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