PROVOCAZIONI

Il tappo che piace alle donne

di Fabiano Guatteri
I nuovi modelli a vite sostituiranno il sughero. Complice il senso pratico delle donne.

Signore e signori, vi ricordate il rito del fidanzato che apre la bottiglia con gesti sapienti, mentre voi servite gli antipasti in tavola? Ecco, dimenticatelo. Perchè, in un futuro prossimo, basterà svitare un tappo a vite e quindi versare il prezioso nettare nei calici. Ebbene sì, il sughero sarà quanto prima in parte sostituito da modelli più pratici e tecnologicamente raffinati.
IL TRAMONTO DEL SUGHERO
All’estero si dice che agli italiani piacciono i vini   che sanno di tappo. Ovviamente per scherzo. Ma qualcosa di vero c’è. Infatti, se nel resto del mondo hanno molto successo i tappi alternativi, in Italia i consumatori non ne vogliono sapere: o sughero o niente (da qui la diceria di cui sopra). Ma se i tappi di sughero sono insostituibili per i vini che invecchiano oltre i dieci anni,  per  quelli giovani, sono  perfetti i tappi impropriamente definiti “al silicone” (che invece mostrano i  propri limiti negli anni perché diventano rigidi e lasciano filtrare l’aria che rovina il vino).
LE ORIGINI DELL’ODORE DI TAPPO
Ma perché alcuni tappi hanno quell’odore  indesiderato che rovina inesorabilmente il vino?
L’odore di tappo è causato da un fungo che, se si sviluppa, produce  tricloro-anisolo (T.C.A.), un composto presente nel sughero. Il T.C.A. quando è presente a valori bassi, non viene avvertito come odore di tappo, ma come difetto del vino. Va però detto che vi sono produttori che hanno adottato rigidi protocolli che prevedono test e analisi proprio per ridurre i rischi, quando non l’eliminazione dell’incidenza del T.C.A.
I NUOVI TAPPI A VITE
I tappi a vite di ultima generazione chiamati anche Stelvin, sono costituiti da un involucro di alluminio e al loro interno una guarnizione di tenuta multistrato dotata di una pellicola di materiale isolante che garantisce l’ermeticità. È un tappo che piace alle donne in quanto  la bottiglia si apre senza cavatappi e poi con quel che avanza, si richiude ermeticamente e si può riporre sdraiata nel frigorifero così che occupa meno spazio. Quali sono gli altri vantaggi? Innanzitutto il vino non saprà più di tappo. In secondo luogo i vini bianchi, più vulnerabili all’azione del sughero mantengono, con i tappi a vite, freschezza e fragranza. Molti paesi esteri hanno adottato i nuovi tappi, ma in Italia non sono ben accetti perché associati a vini  ordinari e pertanto hanno una immeritata connotazione negativa.
UN SUCCESSO IN MANO ALLE DONNE
Saranno le donne a fare da apripista a questi nuovi tappi, in quando consumatrici più pragmatiche e meno prevenute dei bevitori dell’altro sesso.
I tappi a corona sono considerati ancor meno appropriati di quelli a vite e i più potrebbero giurare che un buon vino non dovrebbe neanche vederli. Ma  quanti sanno che  molti  Champagne  invecchiano per anni incapsulati con questi modelli  a corona prima di essere tappati definitivamente con quelli di sughero, a fungo?  Ma i pregiudizi, si sa, non sono facili da eliminare. Neppure a tavola.

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Publicato in: Mangiar sano Argomenti: , , Data: 25-10-2012 04:27 PM


2 risposte a “Il tappo che piace alle donne”

  1. ROBERTO scrive:

    MI DISPIACE PER CHI SCRIVE, MA UN BUON VINO SI RICONOSCE ANCHE DAL TAPPO, CHE DEVE ESSERE RIGOROSAMENTE DI BUON SUGHERO!!!

  2. Buongiorno Roberto, perché Le spiace per chi scrive? Perché un buon vino Lei lo riconosce dal tappo di sughero? Non c’è problema. Nel mio articolo ho documentato un punto di vista, nel suo commento invece no. Se Lei avesse scritto che se un vino è tappato con un tappo di sughero che non lascia sapore (non basta che sia un buon tappo) ossia lavorato in modo da eliminare le molecole che possono originare il caratteristico odore di tappo (sughero ridotto a farina, trattato con CO2 supercritica, poi ricomposto con legante alimentare integrato da microsfere, e foggiato in stampi individuali) allora sarebbe una documentazione valida e potremmo parlarne. Ma la sua affermazione, così come l’ha formulata è un assioma e in quanto tale non lascia spazio a nessuna discussione. E questo spiace.
    Fabiano Guatteri

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