LA STORIA

Perdere 72 kg in un anno

di Mario Catania
Il percorso di Julia Kozerski attraverso le fotografie scattate davanti allo specchio.

Julia Kozerski, 28 anni, poco dopo il matrimonio.

In un anno ha perso 72 chili, documentando giorno per giorno il suo percorso con una fotografia scattata cambiandosi d’abito in casa o nei camerini di vari negozi d’abbigliamento. Si chiama Julia Kozerski ha 28 anni ed è una fotografa e un’artista di Milwokee.
PERDERE PESO PER RITROVARSI?

Dopo il suo matrimonio nel giugno del 2009, Julia ha deciso di apportare dei cambiamenti nella sua vita, con l’obiettivo di perdere peso: ha cancellato i cibi spazzatura dalla sua dieta, programmato un’alimentazione più sana e bilanciata e ha cominciato a fare ginnastica. La sua passione per la fotografia l’ha portata a scattarsi degli autoritratti quotidiani mano a mano che perdeva peso, per esplorare al meglio l’esperienza fisica ed emozionale, come avrà modo di spiegare all’interno del progetto Changing room.
CHANGING ROOM

Con la lente della macchina fotografica a fare da filtro, ha provato a ritrovare se stessa in quel corpo in costante cambiamento. Il progressivo dimagrimento e la necessità di rinnovare di continuo il guardaroba, l’hanno portata a passare molto tempo nei camerini dei negozi di abbigliamento, come mostrano le foto scattate col telefonino che all’inizio, nei pensieri di Julia, dovevano rimanere private, come testimonianza dell’evoluzione quotidiana e servire sola lei come termine di confronto. La prima foto, quella con l’abito da sposa, è dell’inizio del 2009, quando ancora non era cominciato il suo progetto. Lei stessa ha sottolineato il disagio e l’infelicità che il suo viso esprimeva nello scatto in cui posa con l’abito bianco e il sorriso sempre più evidente fotografia dopo fotografia. «Il peso è sempre stato per me una grande fonte di insicurezza. All’età di 25 anni la definizione scientifica era quella di morbidamente obesa, e tutta la mia adolescenza era stata segnata da episodi di depressione a causa di questo problema. E per tutto questo tempo ho pensato che nulla mi avrebbe reso più felice del diventare fisicamente un altra persona. Ma se prima pensavo che darmi delle regole rigide per dimagrire mi avrebbe trasformata nell’essere perfetto, mi sono presto accorta che mi sbagliavo».
METÀ (HALF) DI SE STESSA

Non a caso la seconda serie di autoritratti che hanno il suo corpo come oggetto di indagine, a dimagrimento avvenuto, si intitola Half: «Sono immagini oneste e brutali di cosa significa vivere oggi per me come la metà di me stessa: sono riflessioni sul dolore della mia esperienza, sul difficile rapporto col cibo e sull’ossessione dell’auto-controllo e dell’immagine che si vuole dare di sé a tutti i costi. Le immagini in Half – ha spiegato Julia – sono verosimili e rispecchiano la mia esperienza, ma sono anche molto controllate nella loro esecuzione, per l’effetto estetico che miravo a dare. Le foto di Changing room invece sono l’opposto, sono state fatte per me, non con un’intento artistico, e ho deciso di tirarle fuori solo dopo il completamento di Half, perché sono complementari al progetto di indagine del mio lavoro e cioè il corpo come immagine e l’auto esplorazione».

Nella gallery di Letteradonna alcune foto dal progetto Changing room.

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