JUNKFOOD

Il cibo? Questione di pancia (forse)

di Antonella Rossi
Ciò che si mangia in gravidanza potrebbe influenzare le abitudini alimentari del nascituro.
I bambini sono ghiotti di dolci, ma attenzione all'obesità.

I bambini sono ghiotti di dolci, ma attenzione all'obesità.

Hamburger, patatine e dolci sono da sempre i cibi più amati dai bambini. E, allo stesso tempo, la disperazione delle mamme, costrette a inventare strategemmi di ogni sorta per far mangiare i figli, restii a una dieta corretta. L’astio verso i cibi sani, frutta e verdura fra tutti, non sarebbe però solo un capriccio, ma addirittura un ricordo prenatale. È quanto emerso da una ricerca condotta dall’Università del South Australia, in base alla quale se durante la gravidanza la mamma ha consumato molti cibi spazzatura, il bambino avrà la stessa tendenza, anche se è stato alimentato correttamente durante lo svezzamento.
LO STUDIO SUI TOPOLINI
Nel corso di questa sperimentazione, effettuata su topi di laboratorio, le femmine incinte sono state alimentate con burro di arachidi, biscotti e dolciumi. Quando il cibo è stato sostituito gli animali sono diventati ansiosi e inappetenti. L’intento dei medici era quello di verificare se la prole alimentata con una dieta sana ed equilibrata sarebbe stata in grado di riprendersi dagli effetti di una cattiva alimentazione in utero. L’esito sembrerebbe negativo. I risultati diffusi dai ricercatori dimostrerebbero infatti che la presenza di questi alimenti nell’organismo della madre provocherebbe conseguenze sul feto in formazione, addirittura dipendenze, che i ricercatori hanno assimilato agli effetti di nicotina e cocaina.
IL CIBO NON È UNA DROGA

Gli esseri umani però non sono topolini e questi risultati vanno presi con le dovute precauzioni: «Parlare di dipendenza in questo senso è scorretto», spiega infatti a Letteradonna.it il professor Giorgio Calabrese, docente di nutrizione umana all’Università di Alessandria, «Non esiste il cibo che fa bene e quello che fa male», continua, «esistono piuttosto tecniche di cucina più corrette e altre meno». Il nostro cervello dunque non si comporta con il cibo come con le droghe, altrimenti saremmo costretti a mangiare sempre le cose che ci piacciono, senza poter assaggiare nient’altro. Niente allarmismi dunque, anche se un fondo di verità in questa storia c’è.
VARIARE LA DIETA ANCHE IN GRAVIDANZA
La regola fondamentale da seguire per una corretta alimentazione è variare la propria dieta il più possibile, anche in gravidanza. Le mamme in attesa non devono rinunciare a nulla, grassi compresi. Un’alimentazione sana e corretta prevede infatti la giusta dose di zuccheri semplici e complessi, così come pure di grassi, sia quelli insaturi, che si trovano ad esempio nell’olio extravergine di oliva, sia quelli saturi, che sono indispensabili per la formazione della membrana cellulare. Sconsigliati sono, invece, l’uso eccessivo di salse e i fritti, anche se, una tantum, non faranno male al piccolo in arrivo.

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Publicato in: Mangiar sano Argomenti: , , Data: 28-09-2012 03:55 PM


Una risposta a “Il cibo? Questione di pancia (forse)”

  1. Sara M. scrive:

    Capisco lo scetticismo del medico però secondo me c’è un fondo di verità. Mia figlia che ora ha 5 anni è da poco che apprezza il gusto dolce, ma non cerca mai dolciumi e simili, io quando ero incinta infatti non ne potevo mangiare perché seguivo una dieta molto rigida. Coincidenze forse, ma forse no :)

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