nutriceutica

Curarsi con il cibo

di Mario Catania
Ciò che mangiamo come fonte di principi bioattivi per la prevenire o addirittura guarire.

La visione del cibo come cura per le malattie affonda le sue radici prima della nascita di Cristo.

Il cibo, oltre che nutrimento, può essere una cura per il corpo. Significa guardare ciò che mangiamo da un altro punto di vista: il cibo inteso come fonte di principi bioattivi, che diventa elemento per la prevenzione, o supporto alle terapie farmacologiche.
COME NASCE IL TERMINE
È nel 1989 che il dottor. Stephen DeFelice ha coniato il termine nutraceutica, unendo i termini nutrizione e farmaceutica. Di recente a Ischia si è tenuto un congresso per fare il punto su questa disciplina relativamente giovane, ma che in realtà affonda le sue radici nella storia.
LA NUTRACEUTICA NELLA STORIA
Ippocrate scriveva: «Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e che la vostra medicina sia il cibo», nel trattato Antica Medicina, dove si è spinto oltre, spiegando: «Non sarebbe stata scoperta l’arte medica, nè sarebbe stata ricercata, se avesse giovato ai pazienti lo stesso regime e l’ingerimento delle stesse sostanze che mangiano e bevono i sani». D’altra parte anche in Oriente la medicina ha nel cibo uno dei suoi elementi fondanti: nell’Huang Di Nei Jing, il classico che fonda la medicina cinese, l’importanza del cibo è stata sintetizzata in questa frase: «Cura con i farmaci, guarisci con il cibo». Gli Egiziani, i Cinesi e i Sumeri sono solo alcune civiltà che hanno fornito la prova che suggerisce che gli alimenti possono essere efficacemente usati come medicine per curare e prevenire le malattie. L’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana vecchia di cinquemila anni, cita i benefici del cibo per scopi terapeutici. I documenti storici indicano che i benefici degli alimenti sono stati esaminati per migliaia di anni.
E NELLA MODERNITÀ
Il moderno mercato dei nutraceutici iniziò a svilupparsi in  Giappone durante gli anni ’80, in contrasto con le erbe naturali e le spezie utilizzate come medicine tradizionali per secoli in tutta l’Asia, l’industria dei nutraceutici si è sviluppata a fianco dell’espansione ed esplorazione della moderna tecnologia.
ALIMENTI E AGGIUNTA DI SOSTANZE
I Nutraceutici sono sostanze alimentari dalle comprovate caratteristiche benefiche e protettive nei confronti della salute fisica e psicologica dell’individuo. Queste proprietà salutari possono anche venir aggiunte a certi alimenti tramite l’addizione di sostanze, come ad esempio gli Omega 3 al latte o alle uova, o le vitamine ai fiocchi di cereali. In tal modo alle virtù di questi alimenti si sommano quelle degli Acidi grassi Polinsaturi, ottenendo così dei Nutraceutici o Alimenti funzionali ricchi di molecole salutari.
ALIMENTO FUNZIONALE E FARMALIMENTO
In realtà si dovrebbe distinguere fra Nutraceutico ed Alimento funzionale (in inglese definito «functional food») o anche Farmalimento (in inglese definito «pharma food»), laddove il primo indica una specifica sostanza estratta dagli alimenti con certe qualità medicamentose, mentre il secondo significa un cibo vero e proprio (o addizionato) che mostra direttamente proprietà benefiche tramite la sua introduzione nella dieta alimentare. Le due tipologie, Nutraceutico e Alimento funzionale, non sono però poi così diverse, distanti e divisibili, anzi spesso vengono utilizzate in modo scambievole come sinonimi. «Cambiano le parole, ma non la sostanza – ha spiegato il dottor Pini, medico chirurgo odontoiatra ed esperto di medicina non convenzionale – è cioè la nutraceutica, che per me è un modo di vivere. È un modo per curare il proprio corpo fisiologico e naturale, che ha origini antichissime, ma è valido soprattutto oggi in un mondo in cui si trovano solo cibi precotti, elaborati, con l’aggiunta di conservanti e coloranti, e i cibi veri uno deve andare a cercarli, e riscoprirli».
DIETA IPOTASSICA CONTRO I DOLORI ALLE OSSA
Un esempio concreto di quello che il cibo può fare è l’esperienza della dottoressa Jacqueline Lagacé, medico canadese specializzato in virologia e immunologia. Tormentata da un artrite che la affliggeva costantemente, con dolori lancinanti a mani, ginocchia e schiena, la sua vita era diventata un calvario. Le aveva provate tutte, con scarsi risultati. Fino a quando si è imbattuta nella «dieta ipotossica» del dottor Seignalet e ha deciso di provarla, pensando che sicuramente non potesse farle più male di tutti gli antidolorifici che negli anni era stata costretta ad assumere. La dottoressa ha seguito la dieta in modo scrupoloso, e i risultati sono stati strabilianti: dopo 10 giorni il dolore è passato, e in un anno e 4 mesi ha recuperato totalmente l’uso delle dita. Da quel momento ha impiegato tutte le sue forze per portare ciò che ha scoperto alla conoscenza di più persone possibili. Ha analizzato tutti gli studi e i dati documentati sull’alimentazione antidolore e antinfiammazione, verificando cosa può essere deleterio e cosa invece terapeutico, quali patologie possono essere curate, scoprendo come potenziare le difese immunitarie e in che modo scegliere le cotture più sane o gli integratori più utili. Ha scritto un libro che è stato da poco pubblicato da Sperling&Kupfer dal titolo L’alimentazione antidolore, in cui offre efficaci rimedi per oltre 90 malattie che la medicina classica fatica a curare.

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Publicato in: Cibi amici, Mangiar sano Argomenti: Data: 08-10-2012 04:32 PM


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